Giornata mondiale dell’ambiente 2016, i numeri del bracconaggio

La giornata mondiale dell’ambiente esiste dal 1972, quando l’assemblea generale dell’ONU sancì il 5 giugno come giornata per riflettere sui problemi ambientali del pianeta. Da allora ogni anno, con un tema diverso ed in un paese diverso, si celebra questa importante data. Nel 2016 il tema è «Liberate il vostro istinto selvaggio per proteggere la vita», un grido di allarme contro il bracconaggio ed il traffico illegale e criminale di reperti animali (ma anche di piante esotiche rare), ed il paese che ospita le manifestazioni ufficiali è l’Angola, uno dei paesi più colpiti da questa piaga mondiale.
I numeri di questo business illegale sono impressionanti. Si parla di più di 200 miliardi di dollari l’anno, il quarto crimine più redditizio dopo il traffico di droga, la tratta di esseri umani e il traffico di armi. Parliamo di vere e proprie stragi assurde in cui perdono la vita ad esempio dai 25 ai 30 mila elefanti l’anno, numeri raddoppiati negli ultimi 8 anni, mentre il numero degli esemplari di questo pachiderma si è ormai ridotto del 62%. In Tanzania e Mozambico il numero di elefanti si è ridotto del quasi 60% in soli 5 anni. In Zimbabwe in pochi anni è scomparso il 60% dei rinoceronti, mentre in Congo in 10 anni gli elefanti sono diminuiti del 70%. E tutto questo per qualche oggettino in avorio da tenere nelle nostre case.
Qualche passo in avanti è stato fatto in USA e Cina, dove la legge ora vieta la vendita di avorio (che però prosegue sul mercato nero, cosa che aumenta i prezzi al chilo, ed i guadagni per i bracconieri), ma purtroppo si deve registrare anche qualche passo indietro come nel caso del Sudafrica, la cui Corte Suprema ha invece cancellato la legge che vietava il commercio di corno di rinoceronte all’interno dei propri confini. La notizia ha un impatto catastrofico sugli esemplari di rinoceronti ancora presenti sul pianeta, visto che proprio in Sudafrica si registra il 94% di casi di bracconaggio di questo animale, con un aumento del 7000% rispetto a quando era stato dichiarato illegale. Il corno di rinoceronte viene ancora oggi utilizzato dalla medicina cinese per curare varie malattie, e questo porta i prezzi del corno anche a quasi 70.000 dollari al chilo. Solo per citare alcune cifre che dovrebbero far riflettere, nel 1960 esistevano oltre 100.000 esemplari di rinoceronte nero, mentre nel censimento di 3 anni fa se ne contavano a malapena 5.000.
Agli impressionanti numeri queste veregiornata ambiente e proprie stragi vanno poi aggiunti i numeri del commercio di animali esotici vivi, che per qualche moda idiota viene considerato animale da compagnia, come ultimamente avviene in Cina per i “gorilla da salotto” che possono arrivare a costare 40-45.000 dollari ad esemplare, o per il “ghepardo da compagnia” che ultimamente spopola in Kuwait e che porta i prezzi per esemplare a non meno di 10.000 dollari.

E in Italia? Sebbene non abbiamo le stesse specie animali, e per fortuna nemmeno gli stessi numeri, il fenomeno non è assente. Ad essere vittime di bracconaggio sono soprattutto gli uccelli, uccisi dalle doppiette dei cacciatori, e i lupi che vedono il numero di esemplari diminuire di anno in anno.
E purtroppo non siamo nemmeno indenni alla moda di acquistare e tenere un animale esotico in casa (soprattutto rettili), oppure oggetti in avorio che ancora compaiono numerosi nei nostri negozi. Per questo motivo recentemente il WWF Italia ha chiesto alle autorità di rafforzare i controlli e di aumentare le pene per i criminali dell’ambiente.

L’opinione di GaiaViva
Difficile dare un’opinione che non risulti semplicemente banale e scontata di fronte a questi numeri. Quello che noi umani stiamo facendo alla popolazione animale ed al pianeta per un semplice, inutile, patetico desiderio di possedere un animale esotico o un oggetto che sia fatto di avorio o pelliccia è, a nostro avviso, assolutamente sconcertante. Quello che possiamo fare nel nostro piccolo è chiedere sempre di che materiale sia costruito un oggetto che possa sembrare di derivazione animale (come appunto l’avorio, ma anche ad esempio la pelle di coccodrillo per dirne un’altra) e di evitare (facendolo presente al venditore) di acquistarlo. Questo vale soprattutto per chi si reca in vacanza in paradisi esotici. Evitate di diventare finanziatori di questo sterminio! Inoltre segnalare sempre eventuali traffici illeciti (si può fare anche in forma anonima), o episodi di bracconaggio nelle nostra campagne e nei nostri boschi.

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