Differenze tra frullatore, centrifuga ed estrattore

Prima di procedere ad acquisti inutili, è fondamentale capire le differenze tra frullatore, centrifuga ed estrattore. Infatti fino a pochi anni fa chi voleva “bere” della frutta, o semplicemente cercava un espediente per convincere i bambini ad assumerla regolarmente nella dieta quotidiana, aveva una sola possibilità, farsi un bel frullato. Negli ultimi anni invece sul mercato sono comparsi altri due nuovi elettrodomestici: la centrifuga e l’estrattore di succhi. Questa varietà di apparecchi ha però generato un pò di confusione su chi si avvicina al mondo dei succhi di frutta e verdura freschi. Quale sarà il miglior acquisto tra i tre?

  1. Frullatore
  2. Centrifuga
  3. Estrattore

Caratteristiche e differenze tra frullatore, centrifuga ed estrattore:

Frullatore
E’ il più conosciuto per questo utilizzo, ed è presente praticamente da sempre nelle nostre cucine. Il frullato si ottiene inserendo la frutta spezzettata, con o senza buccia, all’interno del grosso bicchiere e poi, tramite la rotazione di 3-4 lame poste sul fondo, si ottiene il frullato. Quello che succede durante il funzionamento è che ruotando a diverse migliaia di giri al minuto (fino a 20.000 per quelli ad immersione), le lame di acciaio rompono le fibre solide. Si ottiene quindi un frullato composto da tutte le parti della frutta iniziale, sia polpa che succo, abbastanza denso. Per ottenere un frullato meno denso e più bevibile è necessario aggiungere acqua o latte (va bene qualsiasi tipo di latte, dal vaccino, a quello di soia a quello di riso ecc..).

Non essendoci scarti, quindi, ne consegue che il frullato è molto nutriente, può sostituire un pasto, ed è molto ricco di fibre che svolgono un’importantissima azione benefica a livello intestinale. Dal punto di vista nutrizionale però, il frullato contiene meno principi nutritivi della frutta che abbiamo inserito inizialmente, e questo è dovuto a due fattori principali, ossia l’aria e il calore. La velocissima rotazione delle lame, infatti, crea un vortice che aggiunge aria al frullato, causando l’ossidazione delle vitamine, soprattutto della vitamina C, che quindi vengono distrutte. Stesso danno lo provoca il calore generato dalla velocità della rotazione, poichè tantissimi microelementi presenti si deteriorano velocemente. Nei frullati sono particolarmente evidenti le differenze tra frullatore, centrifuga ed estrattore.

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Centrifuga
Relativamente recente come prodotto, seppur presente ormai anch’esso da diverso tempo, questo apparecchio è una via di mezzo fra frullatore ed esfrullatotrattore. Infatti anche la centrifuga utilizza lame sottilissime che triturano frutta e verdura inserite nel contenitore. Inoltre come il frullatore, le lame girano ad una velocità elevatissima, dai 6.000 ai 18.000 giri al minuto, che anche in questo caso generano una quantità di aria e di calore da frizione, che deteriora e/o distrugge vitamine ed enzimi.

La velocità della rotazione quindi è una delle principali differenze tra frullatore, centrifuga ed estrattore da tener presente prima dell’acquisto.La caratteristica che invece lo rende simile all’estrattore, è che il risultato finale è liquido e non denso, in quanto grazie alla forza centrifuga, questo apparecchio spinge le parti triturate contro le pareti esterne, dove un filtro metallico a maglia separa la polpa dal succo, facendoli fuoriuscire da due parti diverse dell’apparecchio. Ne deriva un succo più bevibile e limpido, totalmente privo di fibre.

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Estrattore di succo
Questo apparecchio è l’ultimo arrivato nelle case di chi ama preparare succhi di frutta e verdura freschi. A differenza dei primi due ha un concetto di funzionamento completamente diverso, in quanto non utilizza lame, non trita e non sminuzza, ma “preme” la frutta e la verdura attraverso una pressa (chiamata coclea) che gira a meno di 100 giri al minuto, valore che in alcuni modelli presenti sul mercato scende addirittura sotto i 50 giri al minuto. Come la centrifuga separa e divide il succo dalla polpa, ma con scarti decisamente inferiori, in quanto applica una pressione di diversi quintali sui pezzi di frutta e verdura, permettendo quindi di ricavare la quasi totalità del succo presente nei frutti e nelle foglie, scartando solo le fibre insolubili.

Quello che si ottiene è un succo che solitamente viene definito “succo vivo“, in quanto la lenta spremitura non genera nè aria nè calore. Questo comporta che tutte le vitamine, i sali minerali, e soprattutto gli enzimi (che a 54,4 gradi centigradi vengono completamente distrutti), rimangono intatti ed assimilabili dal nostro corpo quando li beviamo. Va detto però che il consumo dovebbe avvenire entro le 12-24 ore, meglio però se immediatamente alla fine della preparazione. In caso contrario la temperatura e la luce inizieranno anche in questo caso ad ossidare e man mano ad impoverire il succo.

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Succhi di frutta confezionati
A molti sembrerà assurdo inserire anche i succhi di frutta confezionati in questa sorta di confronto ma, sappiamo bene quanto la pubblicità sa essere convincente ed aggressiva. Per questo, qualcuno potrebbe obiettare che ormai in commercio si trovano succhi più o meno arricchiti di queste o quelle vitamine, fibre ecc.. e che inoltre possono essere portati in giro in comodi contenitori. Per i succhi di frutta confezionati ovviamente non possiamo parlare di differenze tra frullatore, centrifuga ed estrattore, poichè sono un prodotto a parte.
Purtroppo però, come quasi sempre succede, la pubblicità non dice molte cose, e cioè che i succhi industriali sono composti in maggior parte di acqua. E che la frutta utilizzata per ogni litro di succo è bassissima (in genere il 20%), che contengono molti zuccheri raffinati aggiunti (e non quelli naturali della frutta stessa).

Ma soprattutto non dicono che per una lunga conservazione devono essere sottoposti a pastorizzazione, un trattamento termico ad alta temperatura che distrugge i microorganismi patogeni. Purtroppo però distrugge completamente qualsiasi principio nutritivo che (in piccolissime quantità) sono ancora presenti. Con questo non vogliamo dire che andrebbero banditi. In una calda giornata, mentre si è in giro, è sempre un ottimo espediente per riequilibrare un minimo i sali e attenuare la sensazione di afa. Ma in casa, è bene evitarli e preferire di gran lunga i succhi freschi.

Conclusioni

Come in ogni acquisto non è mai possibile dire quale sia effettivamente quello migliore in assoluto. La domanda a cui bisogna sempre rispondere è “Cosa voglio ottenere da questo acquisto?”, e capire le differenze tra frullatore, centrifuga ed estrattore. Dopo aver analizzato attentamente i benefici che si vogliono ottenere, sarà semplice scegliere l’elettrodomestico più adatto alle nostre esigenze. Per esempio il frullatore potrebbe andar bene per seguire diete ipocaloriche, in quanto molto nutrienti, ma potrebbe essere controindicato a chi non può assumere troppe fibre per problemi intestinali. Questi ultimi allora opteranno per una centrifuga o per un estrattore di succhi. Chi invece vuol rimanere leggero e trarre il maggior beneficio in termini di vitamine e micronutrienti, opterà sicuramente per un estrattore. Questo, a parità di succo, contiene decisamente più vitamine, sali minerali e soprattutto enzimi (indispensabili per l’assimilazione delle vitamine stesse).

Altro fattore che potrebbe essere determinante per la scelta di uno o dell’altro elettrodomestico è il prezzo. Per quanto siano ormai molto abbordabili anche quelli degli estrattori (si trovano ormai tanti modelli validi a meno di 200 euro), questi restano ancora l’opzione più cara tra i tre tipi di apparecchio. Per quanto possa sembrare ininfluente, anche la rumorosità è un aspetto da valutare, soprattutto se si vuole avere un succo fresco a colazione. Soprattutto per chi ha un lavoro che impone orari scomodi, o se abbiamo bimbi piccoli in casa che non vogliamo svegliare. Tra i 3 apparecchi allora il più silenzioso è assolutamente l’estrattore di succo, rispetto invece al frullatore o centrifuga, che con le loro migliaia di giri al minuto producono un rumore decisamente più elevato.


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